+CRESCITA nel Mezzogiorno


La questione meridionale resta ancora, a distanza di un secolo e mezzo dall’unità d’Italia, il nodo principale dell’economia nazionale. L’elemento saliente dello scenario meridionale è costituito dalla estrema rarefazione del tessuto produttivo: il tessuto di imprese presenti risulta tuttora assai limitato, e di conseguenza i posti di lavoro esistenti sono del tutto insufficienti, il tasso di disoccupazione elevatissimo, la tendenza a emigrare strutturale. Negli ultimi lustri il nodo del meridione è stato completamente rimosso dalla politica nazionale, aggravando la sensazione di abbandono e residualità diffusa in tali regioni.

Le politiche dirette a sostenere la domanda, che hanno caratterizzato l’attuale legislatura, presentano un effetto limitato nel mezzogiorno. La crescita dell’economia meridionale richiede un programma straordinario di investimenti diretto ad allargare il tessuto di imprese. Sono necessari investimenti sulle infrastrutture fisiche e immateriali (a partire da quelle finalizzate a facilitare la movimentazione e la spedizione delle merci prodotte in loco) e una politica di credito agevolato. In alcune aree strategiche può essere utile la creazione di “zone economiche speciali” con un regime fiscale e amministrativo semplificato.

È necessario che gli strumenti di incentivazione nazionali siano dotati di risorse adeguate per i bisogni del Mezzogiorno, e vanno confermati gli strumenti di sostegno, dagli incentivi per l’autoimprenditorialità ai contratti di sviluppo per l’attrazione di investimenti. Al tempo stesso vanno riconosciute e progressivamente rimosse le croniche inefficienze di sistema che impediscono lo sviluppo dell’area, dalla qualità della pubblica amministrazione all’efficienza della spesa pubblica, dal controllo del territorio al contrasto alla criminalità.

Va ridisegnata in maniera intelligente la governance delle politiche per lo sviluppo, oggi ostaggio del groviglio di competenze dei vari livelli nazionali e locali, rafforzando la funzione di indirizzo e di coordinamento del Governo.

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